Associazione Amici Biblioteca Nazionale Universitaria Torino | Mostra “A passo di danza”
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08 Nov Mostra “A passo di danza”

Inaugurazione: 10 novembre 2016 – ore 17.00
Auditorium Vivaldi

Le ragioni della mostra

Il 12 gennaio 2011 il medico torinese Gianni (Giovanni) Secondo donava alla Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino il prezioso fondo bibliografico nato dalla sua passione per la danza e arricchito sino alla vigilia della morte nella convinzione che la biblioteca restasse «pur sempre il sacrario della conoscenza» e il libro costituisse «la perenne e trasmissibile entità concreta depositaria del patrimonio di tradizioni orali, testimonianze illustrate e insegnamenti pratici di quell’itinerario dottrinale al termine del quale l’informazione si trasforma in cultura».

Una presenza, quella del Fondo di danza Gianni Secondo, che ha illuminato i testimoni della cultura coreica disseminati in altre raccolte della Biblioteca, messi in ombra fino ad ora – salvo rare eccezioni – dalla notorietà dei documenti musicali.

Organizzata dalla Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino, in collaborazione con l’Istituto per i Beni Musicali in Piemonte e grazie al sostegno della Compagnia di San Paolo, la mostra si propone come prima occasione d’incontro con questo straordinario patrimonio e come momento di riflessione su un’arte che ha fortemente concorso alla costruzione dell’identità europea.

I contenuti della mostra

Il percorso espositivo propone, ordinati in 7 sezioni, manoscritti, libri antichi, libretti e partiture, libri moderni, testimonianze iconografiche e carte d’archivio provenienti dal Fondo di danza Gianni Secondo e da altre raccolte della Biblioteca.

I.Balletti di corte sabaudi. Nel cartellone già denso di eventi che caratterizzò i primi decenni del regno di Carlo Emanuele I, l’arrivo di Cristina di Francia (1619) segnò un passaggio cruciale: a lei, infatti, è legata la fioritura dei balletti che, coniugando esperienze coreutiche transalpine e tradizione spettacolare sabauda, furono capaci di rielaborare la lezione del ballet de cour con esiti assai vicini al modello. Ne sono prova gli splendidi codici vergati da Tommaso Borgonio, che restituiscono con intatta vivezza quegli allestimenti, testimonianza della creatività (e della devozione a Cristina) del loro ideatore Filippo d’Agliè.

II. Opere teoriche e pratiche. A partire dal Quattrocento la danza fu oggetto di un crescente processo di testualizzazione manualistico-trattatistica che si preoccupò di fornire spiegazioni teoriche, tecniche e storico-estetiche utili alla definizione della stessa come arte, cercò negli antichi le radici culturali delle pratiche, diede diffusione ai sistemi di notazione ideati per fissare passi e coreografie, manifestò l’aspirazione a trasmettere un archivio di contenuti in grado di contribuire al perfezionamento e alla didattica della disciplina: un processo che investì la danza sociale come quella parateatrale e teatrale, che dal Seicento trionfò sui palcoscenici di tutta Europa.

III. Scritti sulla pericolosità di spettacoli e balli e sulla danza macabra. Scritti di interesse torinese. Alle opere dei principali maestri, coreografi, storici e teorici della danza, Gianni Secondo affiancò gruppi di libri antichi legati a tematiche particolari. Ne sono esempio gli scritti sulla pericolosità di spettacoli e balli (a partire da quello attribuito al cardinale Carlo Borromeo) e i testi sulla danza macabra, rappresentazione simbolica del trionfo della morte. Torinese di nascita, Secondo non trascurò poi di procurarsi presso le librerie antiquarie testimonianze sull’attività teatrale della capitale sabauda e su eventi particolari che ne costellarono la vita politica e sociale.

IV. Feste. Quello di festa è un concetto polisemico; sulle declinazioni che ha assunto in epoche e culture diverse si sono interrogati e si interrogano storici, sociologi, antropologi, storici della religione e dell’arte, musicologi. Feste come occasione di intrattenimento e formazione, strumento di costruzione e celebrazione della sovranità furono i balletti sabaudi e quelli di Lully per Luigi XIV, esposti in altre sezioni della mostra. L’itinerario, forzatamente parziale, si arricchisce qui di ulteriori testimonianze presenti in Biblioteca: dal Balet comique de la Royne, modello di tanti balletti di corte, agli studi sulle fêtes des fous medievali francesi.

V. Partiture e libretti di ballo. Il Fondo di danza Gianni Secondo comprende oltre un centinaio di libretti di ballo pubblicati, salvo due eccezioni (il Ballet de la Jeunesse di Delalande e Le Temple de la Paix di Lully), a partire dall’Ottocento: titoli in gran parte privi di attestazioni nel restante patrimonio della Biblioteca, dove tuttavia trovano posto una miriade di altri libretti di ballo – come quelli del Fondo Secondo destinati alla descrizione degli eventi inscenati e per lo più mancanti di un testo da intonare – e numerose partiture manoscritte e a stampa, spesso di notevole interesse e solo in anni recenti oggetto di studio da parte degli specialisti.

VI. Legature. La passione bibliofila di Gianni Secondo trova riscontro nell’attenzione all’oggetto libro e a quella parte integrante di esso costituita dalla legatura. Molti esemplari antichi del Fondo conservano belle legature originali; per i volumi che ne erano sprovvisti e per quelli che riteneva mortificati da coperte o legature dozzinali, Secondo ne commissionò di apposite, intrecciando carteggi con alcuni dei più noti artigiani del settore e, come nel caso del meteorite proveniente dal Messico incastonato nella legatura di una monografia su Isadora Duncan, facendo scelte non prive di eccentricità.

VII. Varia. I libri di danza furono per Gianni Secondo il principale oggetto di interesse. Nondimeno, le pareti della sua abitazione erano popolate di ritratti dei più celebri coreografie e danzatori e le sue stanze gremite di periodici, fotografie e, documenti sonori e audiovisivi, carte d’archivio di varia natura (qui accostate a documenti conservati fra i cosiddetti Autografi musicali della Biblioteca): materiali che – insieme alla sezione moderna del Fondo, ricchissima ancorché meno ragguardevole dal punto di vista della rarità e del pregio bibliografico – raccontano Gianni Secondo studioso, collezionista, medico, uomo.

Mostra: 11 novembre 2016 – 28 gennaio 2017

Orari: feriali 10-18; sabato 10-13

Prima domenica del mese 15-19

Eventi collaterali presso l’Auditorium VIVALDI

Piazza Carlo Alberto, 5/A – Torino

Conferenze:

24 novembre 2016, ore 17

Annarita Colturato, Musica e danza nelle raccolte della Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino

1° dicembre 2016, ore 17

Alessandro Pontremoli e Emanuele Giannasca,

Dal corpo all’archivio. Gianni Secondo e la danza del suo tempo

Appuntamenti:

Venerdì 11 e sabato 12 novembre 2016, ore 16-20

SCHERMI DANZANTI UN PROGRAMMA DI VIDEODANZA

Torinodanzafestival in collaborazione con Maison de la Danse di Lyon, Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino e DAMS di Torino

Con il sostegno di Compagnia di San Paolo

Coordinamento Centro Studi del Teatro Stabile di Torino

11 novembre ore, 18.00

LYON E TORINO: PARTNER PER DANZA E VIDEODANZA

Tavola rotonda