Associazione Amici Biblioteca Nazionale Universitaria Torino | Giornate euopee del cinema e dell’audiovisivo
16189
post-template-default,single,single-post,postid-16189,single-format-standard,ecwd-theme-bridge,ajax_fade,page_not_loaded,boxed,,qode-title-hidden,footer_responsive_adv,qode-theme-ver-9.1.2,wpb-js-composer js-comp-ver-4.11.2,vc_responsive

14 Nov Giornate euopee del cinema e dell’audiovisivo

18 novembre 2016 – Ore 10.00 – Auditorium Vivaldi

Quest’anno le Giornate Europee del Cinema e dell’Audiovisivo tornano a Torino con una nuova formula: quattro giornate singole, tematiche, nel periodo fra novembre e aprile.
Cominciamo con la storia, maestra di vita, venerdì 18 novembre 2016. Una giornata di studio sulla storia di una ricerca storica ti sembra un tema lontano dall'”azione” di chi maneggia il ciak? Invece è un modo di orientare il futuro produttivo nei suoi fondamentali, perché la storia è quella economica del primo Studio indipendente di produzione cinematografica apparso sul pianeta: la Fert di Torino. Se storia eguale paradigmi per l’azione odierna, storia della Fert eguale algoritmi di concorrenza fra Davide e Golia.
Nell’insieme del paesaggio culturale, definito da una complessità di relazioni e di funzioni, la produzione indipendente ha un ruolo speciale, proporzionato al peso del sistema dei media dominanti. Tanta più concentrazione e pensiero unico, tanta meno produzione indipendente, tanta più rilevanza della produzione indipendente che risorge.
Nella storia della Fert “classica” 1919-1975 le sinusoidi economiche e quelle creative s’intrecciano in geometrie di reciproca anticipazione. Ormai, anche nella storia recente della Fert “tecnologica” 1993-2013 si comincia a cogliere come questa serialità sia venuta avanti: con rovesciamenti simmetrici. Come nella scena del pianerottolo in Cronaca di un amore, flash-back nel tempo presente, da un lato si rivive la morsa dell’UCI e poi di Pittaluga sull’industria cinematografica di un secolo fa, dall’altro l’emergere di Antonioni, Cottafavi,  Germi e delle prime co-produzioni europee.
Qualcuno di noi crede che, per entrare in concorrenza con i moloch dei grandi media, manchi solo il coraggio e la disciplina di farsi editori e di gestire socialmente le funzioni di rete. Altri pensano che la co-produzione con i broadcaster continuerà a essere l’unico modo di stare sul mercato. Dato che siamo in una fase di transizione, per i più è prematuro schierarsi.
Lo Studio Fert visse con alterne fortune le ere tecnologiche del muto, del sonoro, del colore. Ma la profondità dei cambiamenti odierni è incomparabile. La distribuzione non è più fisica bensì digitale, non più lineare ma reticolare, sociale. Viviamo un cambiamento di stato così radicale che molti preferiscono rimuoverlo dalla propria consapevolezza, anziché diventarne responsabili utilizzatori.
Disinteressarsi delle alternative, oggettivamente esistenti,  ai media mainstream – come per esempio la distribuzione diretta online di contenuti indipendenti al pubblico – sarebbe una imprudenza colposa verso i nostri investitori, i nostri progetti. Si riduce l’audience delle reti dominanti, la loro raccolta pubblicitaria appassisce, la loro credibilità è al lumicino. Una concorrenza franca e aggressiva degli indipendenti versus il sistema dei grandi media può essere praticata e vinta, se non ora quando? Se non in Europa e soprattutto in Italia, dove?
Operiamo in una morsa che si allenta, sotto un’egemonia che si sgretola, in una cultura che finalmente si questiona.Dalle Giornate Europee del Cinema e dell’Audiovisivo 2016-17 può emergere una consapevolezza di  sviluppo di nuovi progetti in un quadro di spirito libero, di grande accuratezza,  di nuova socialità.
Ti aspettiamo venerdì 18 novembre dalle ore 10 al primo convegno delle Giornate Europee, Auditorium Vivaldi della Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino.