Associazione Amici Biblioteca Nazionale Universitaria Torino | Antonio Gramsci e Dante
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31 Mag Antonio Gramsci e Dante

ANTONIO GRAMSCI  (1891 – 1937)

Alessandro Masi

Segretario Generale della Società Dante Alighieri

presenta

Gramsci in carcere legge Dante: “Non viv’elli ancora?” Il dolore di un padre, chiave del X dell’Inferno”

Lunedì 4 giugno  2018 – ore 16.30

 

con gli interventi di

Aldo Accardo

L’ultimo carcere

Ilenia Mele

Giovanni Pascoli nei Quaderni del carcere

 

A più di ottant’anni dalla morte di Antonio Gramsci (Ales, 22 gennaio 1891 – Roma, 27 aprile 1937), la memoria del grande intellettuale, letterato e pensatore non si è affatto spenta.

Nell’Editoriale che apre il secondo numero di Apice, il supplemento di Pagine della Dante (la rivista trimestrale che da decenni accompagna e racconta gli eventi più importanti della vita della Società Dante Alighieri) dedicato alle monografie, Valeria Noli apre con Nel Filosofo, intellettuale economista. Giornalista, filologo e italianista. Non è facile e nemmeno possibile scegliere un solo filo conduttore nel multiforme pensiero di Antonio Gramsci.

Lunedì 4 giugno dalle ore 16.30 all’Auditorium Vivaldi della Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino, affronteranno la sfida il Segretario Generale della Società Dante Alighieri Alessandro Masi insieme al prof. Aldo Accardo, storico e filosofo e alla prof.ssa Ilenia Mele, introdotti dal presidente del Comitato Dante torinese Giovanni Saccani.

Alessandro Masi lo farà addentrandosi nella Divina Commedia. Infatti, tra le prove di Gramsci spicca anche un commentario dantesco al X canto dell’Inferno, quello di Farinata e Cavalcante, padre di Guido. Il “tormento del presente” – scrive Masi – che funestava la coscienza di Cavalcante, spinse forse il prigioniero Gramsci a immedesimarsi nella dimensione dell’incertezza e del dubbio, visto che la censura non gli permetteva di interagire liberamente con il mondo esterno. Proprio alla realtà esterna, per lui così fondamentale, non smise mai di rivolgere un profondo impegno civile e intellettuale, una lucida analisi, uno sguardo pragmatico.

Aldo Accardo si immergerà in una riflessione contemporanea. Certamente è legittimo e comprensibile – sottolinea lo studioso – che un pensatore politico, come è stato in gran parte sebbene non interamente Gramsci, venga utilizzato in sede politica. Compito dello studioso è però quello di sottoporre a critica questa utilizzazione e di verificare quando essa sia attendibile e indicare le contraddizioni, le incongruenze quando non addirittura le falsità.

Ilenia Mele, autrice della tesi di dottorato alla Sorbona, “Le ceneri di Pascoli”, introdurrà il pubblico in una valutazione sul rapporto che l’autore dei Quaderni del carcere ha intrattenuto con il grande poeta italiano Giovanni Pascoli, iniziando dal rapporto tra Croce e Gramsci. Ancora oggi – scrive Mele – facciamo fatica ad avere sull’opera del poeta di Barga uno sguardo lungimirante: Pascoli rimane il poeta delle maestrine, per riprendere la oramai nota terminologia di Croce. Ma lo sguardo disinteressato, il für ewig, che Gramsci condivideva con Pascoli è ancora attuale?

L’attività del 2018 della Società Dante Alighieri di Torino prosegue nell’ottica del periodo di avvicinamento a quel 2021 in cui verrà commemorato il 700° anniversario della morte di Dante, avvenuta nel 1321. Come dimostrano i tanti eventi organizzati sui più svariati temi, sono anni dedicati non soltanto al Vate e alla sua opera, ma anche a più ampi contesti culturali e formativi, insieme allo sviluppo organizzativo della Società Dante Alighieri oggi più che mai impegnata, con i propri 500 comitati e migliaia di volontari in tutti i continenti, nella missione affidatale nel 1889 dal fondatore Giosuè Carducci: la tutela e la diffusione della lingua e della cultura italiane nel mondo. Con una visione innovativa che unisce la cultura umanistica con quella d’impresa. 

Ingresso libero fino a disponibilità dei posti.

 
Ufficio Comunicazione, Stampa e Media
Comitato di Torino
Società Dante Alighieri
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