Associazione Amici Biblioteca Nazionale Universitaria Torino | Mostra “Piemonte, bonnes nouvelles”
15932
post-template-default,single,single-post,postid-15932,single-format-standard,ecwd-theme-bridge,ajax_fade,page_not_loaded,boxed,,qode-title-hidden,footer_responsive_adv,qode-theme-ver-9.1.2,wpb-js-composer js-comp-ver-4.11.2,vc_responsive

10 Ott Mostra “Piemonte, bonnes nouvelles”

Giovedì 20 ottobre alle ore 18.00 presso il Ridotto Vivaldi della Biblioteca Nazionale Universitaria di piazza Carlo Alberto sarà inaugurata la mostra “Piemonte, bonnes nouvelles – Testimonianze di storia sabauda nei fondi della Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino nel 600° anniversario del Ducato di Savoia“.
La mostra sarà visitabile dal 20 ottobre al 31 dicembre 2016.
Orari: lunedì-venerdì 10-18; sabato 10-13; prima domenica del mese 15-19

Le ragioni di una mostra

Il 1416 è una delle date più importanti della millenaria storia degli Stati sabaudi. Fu allora, infatti, che la Contea di Savoia fu eretta in Ducato dall’Imperatore e da questo momento Amedeo VIII e i suoi discendenti usarono il titolo di duca di Savoia prima d’ogni altro sino al 1713 quando ascesero al trono reale.

La ricorrenza dei 600 anni da tale avvenimento offre quindi l’occasione per una riflessione su questa storia, in una fase in cui Torino e il Piemonte sono impegnati ormai da tempo a confrontarsi con la proprio storia – e con il patrimonio che questa ha lasciato – per meglio affrontare le sfide del presente.

Organizzata dalla Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino, dal Centro Studi Piemontesi e dal Consiglio regionale del Piemonte, con il sostegno della Compagnia di San Paolo, la mostra ha come nucleo principale il patrimonio librario della Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino, erede diretta dell’antica biblioteca della Regia Università, uno dei luoghi di formazione della classe dirigente sabauda e una fra le più importanti espressioni del collezionismo sabaudo. L’esposizione, quindi, si pone come una riflessione sugli Stati sabaudi, sulla loro identità al plurale, sovra-nazionale e pluri-linguistica, perché guardare alle proprie radici non rappresenta uno sterile esercizio d’erudizione ma un impegno necessario nell’Europa che cerca, pur fra mille difficoltà, una sua unità, e, di riflesso, favorisce una riflessione sul Piemonte che su questa storia sta costruendo una parte importante del proprio futuro.

 I contenuti della mostra

Sono esposte più di 100 opere manoscritte e rare a stampa del patrimonio librario della Biblioteca, di norma non accessibili alla visione. Sono ordinati in 11 percorsi tematici.

I. Storia e leggenda: origini e antichità di una dinastia.

La questione delle origini è stata per secoli uno dei principali oggetti di riflessione nella storiografia sui Savoia. Sin dal loro apparire sulla scena storica, nel X secolo, i Savoia erano comunque considerati fra le dinastie di più alto lignaggio del continente, tanto che già nel 1066 una nipote di Umberto I Biancamano fu imperatrice del Sacro Romano Impero.

II. Santità e sacralità dinastica: il culto dei santi e delle reliquie.

Culto dei santi, pietà mariana, devozione cristologica ebbero funzione legittimante del Casato attraverso anche reliquie insigni (come la Sindone), patroni antichi (san Maurizio e i martiri tebei) e recenti (il beato Amedeo e la beata Margherita) e immagini mariane (dalla Consolata a Vicoforte, da Oropa a Superga).

III. Al di qua e al di là delle Alpi. La geografia politica di una monarchia composita.

Una monarchia composita come quella sabauda ha dovuto costruire e consolidare il suo potere su territori dal carattere storico, geografico e culturale quanto mai variegato. Funzionali all’identificazione in popolo: riti, cerimonie e spettacoli, come quelli di particolare imponenza illustrati nel Theatrum e come gli ordini cavallereschi donati ai servitori più fedeli.

IV. Dal Ducato al Regno. La politica sabauda tra azione e predestinazione.

La storiografia sugli Stati sabaudi ha frequentemente sottolineato il continuativo percorso di crescita che, attraverso i secoli, ha condotto i conti di Savoia ai più alti destini, culminati con l’unificazione e il titolo di Re d’Italia.

V. Il Governo dello Stato

Non un solo tiranno tra i Savoia. Il segreto della pace sociale e di una crescente coesione risiedeva in un governo ispirato con pragmatismo a principi di giustizia e bene comune. I sovrani seppero ascoltare la voce delle comunità, delle corporazioni, dei ceti: in una parola dei loro popoli.

VI. Una dinastia in armi: la tradizione militare.

Il “militare” investì un’ampia gamma d’istituzioni, che la mostra illustra cercando di sottolineare anche gli aspetti tecnici, logistici e sociali di uno Stato ricco di mutevoli frontiere. Le forze armate costituirono anche una forma di cultura e uno strumento di affermazione della dinastia regnante.

VII. Le istituzioni culturali

La corte fu un soggetto culturalmente attivo, ma, nel corso dei secoli, non mancarono altri attori sulla scena culturale: scuole, collegi, università e, inoltre, vari tipi di aggregazioni a scopo letterario, scientifico, artistico, organizzate dai ceti dirigenti in diversi spazi degli Stati sabaudi.

VIII. Le feste di corte tra XVI e XVIII secolo

La festa ebbe un ruolo centrale nella organizzazione culturale e politica della corte: giostre, combattimenti a cavallo, banchetti, corse in slitta e spettacoli teatrali, costituirono una fitta trama di avvenimenti spettacolari. Nel Settecento l’opera e il melodramma conquistarono i teatri e la corte torinese.

IX. Cultura e collezionismo artistico

Lo Stato Sabaudo, su cui per secoli gravò un pesante giudizio negativo sulle sue capacità di saper costruire un patrimonio artistico, va fortemente apprezzato per come sia riuscito, tra il Quattro ed il Settecento, a raccogliere elementi artistici i più diversi, che costituirono e costituiscono ancora oggi un insieme di grande bellezza.

X. Equità, beneficienza, assistenza

Nei secoli i Savoia si sono ispirati a principi di equità. Ne hanno dato prova coi fatti, sin dai tempi dell’istituzione, tra i primi nella storia, dell’avvocato dei poveri. Il bene del popolo e la tutela degli indigenti e dei deboli furono fondamentali valori dinastici. Un esempio sono nel 1563 i primi statuti fondativi della Compagnia di San Paolo, costituitasi per il sostegno dei poveri.

XI. Legature alle armi sabaude della Biblioteca nazionale

Nei fondi librari della Biblioteca è abbastanza consistente la presenza di legature sabaude, nonostante le gravi perdite avvenute durante gli incendi del 1904 e del 1942. Le legature più antiche alle armi dei Savoia, possedute dalla Biblioteca, risalgono ai tempi del duca Emanuele Filiberto, mentre un numero ben più rilevante è quello con le armi del duca Carlo Emanuele I, impresse in oro mediante piastre. Numerose furono anche nel Settecento le legature di produzione torinese alle armi di Vittorio Amedeo II e dei successori.

Opere esterne

Concorrono all’esposizione in mostra: il Museo Storico Nazionale di Artiglieria con più di 50 cimeli, il Castello di Sarre con una stampa del ritratto di Carlo Emanuele I, la Compagnia di San Paolo con il suo atto costitutivo del 1563, la Fondazione Luigi Firpo con l’importante opera di Pierre Monod (1632) e le Dimore Storiche con lo scrittoio campale e la penna con cui fu firmato l’armistizio di Salasco nel 1848.

La Storia della Biblioteca

La Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino nasce nel 1723 per volontà del sovrano Vittorio Amedeo II di Savoia che accorpò nella Regia Università di via Po i tre principali fondi librari presenti nella città: del Comune, della Regia Università e della Corona, raccolti dai duchi di Savoia. La ricchezza dei fondi conservati meritò alla Biblioteca, nel 1876, il titolo di Nazionale, preposto a quello tradizionale di Universitaria, in quanto incaricata “di rappresentare, nella sua continuità e generalità, il progresso e lo stato della cultura italiana e straniera”. Purtroppo gravi perdite di fondi anche preziosissimi furono causate sia dall’incendio nel gennaio 1904 sia dal bombardamento di Torino dell’8 dicembre 1942, con la distruzione di migliaia di volumi e porzioni del catalogo generale.

Nel 1957 iniziò la ristrutturazione dell’attuale sede, in piazza Carlo Alberto, all’origine storica scuderia di Palazzo Carignano, di cui conserva la monumentale facciata di fine Settecento. Inaugurata il 15 ottobre 1973, oggi dipende dalla Direzione Generale delle Biblioteche e degli Istituti Culturali (DGBIC), organo di vertice del MIBACT.

 Il Patrimonio

La Biblioteca è punto di incontro e centro di aggiornamento e perfezionamento per laureati e professori e anche luogo di studio per giovani e studenti, che frequentano il grande salone da 300 posti e scaffalature aperte per la libera consultazione dei testi di studio e approfondimento. Alla grande dotazione di libri e documenti disponibili per la consultazione a richiesta, che sono a oggi oltre un milione e trecentomila, compresi tutti quelli stampati in Piemonte per i quali costituisce deposito legale, la Biblioteca aggiunge un ricco patrimonio di manoscritti e libri rari, conservati in locali ad accesso controllato. Tra i più preziosi, la collezione di incunaboli, ricca di di più di 1600 edizioni, la raccolta di cinquecentine, con oltre 6.000, la raccolta di incisioni, oltre 15.000, con opere dei più celebri incisori di tutti i tempi, cui si aggiungono il cospicuo patrimonio manoscritto e anche il corpus di musiche di elevata consistenza e di particolare rilevanza storica. Un posto di preminenza spetta alla Raccolta Mauro Foà (costituita da 87 manoscritti e 66 opere a stampa) e alla Raccolta Renzo Giordano (comprendente 167 manoscritti e 145 opere a stampa), famosissime fra i musicologi di tutto il mondo. Conferisce pregio e unicità al fondo la presenza di più di 450 opere in gran parte autografe di Antonio Vivaldi, pari al 92% circa della sua produzione. Al noto musicista italiano la biblioteca ha intitolato il suo rinnovato auditorium dotato anche di “Vivaldi house” musicale.

 600° anniversario del Ducato di Savoia, 1416-2016

Alla mostra, che nasce dall’iniziativa della Biblioteca Nazionale Universitaria in sinergia con il Consiglio regionale del Piemonte e il Centro Studi Piemontesi, con il sostegno della Compagnia di San Paolo e della Reale Mutua e la collaborazione della Associazione Amici della Biblioteca (ABNUT), aderisce una rete di Musei, Archivi, Fondazioni, Biblioteche ed Associazioni che concorrono alla mostra stessa e che con proprie iniziative integrano sul territorio la narrazione dell’evento storico.

 Nell’Archivio di Stato di piazza Castello

Per la prima volta esposto al pubblico, dal 19 ottobre al 31 dicembre, il diploma imperiale originale con cui Sigismondo di Lussemburgo, re dei Romani, concede al conte Amedeo VIII di Savoia e ai suoi successori il titolo di duca: «Oggi creiamo te, Amedeo, vero principe e duca» – Chambéry, 9 febbraio 1416: l’atto di nascita del Ducato di Savoia.

 Con opere in concorso alla mostra in Biblioteca

Soprintendenza per i Beni e le Attività Culturali della

Regione Valle d’Aosta

Museo Storico Nazionale di Artiglieria, Torino

Fondazione 1563 per l’Arte e la Cultura, Torino

Fondazione Luigi Firpo Onlus di Torino

Associazione Dimore Storiche Italiane, Sezione Piemonte e Valle d’Aosta

Sezione vuota. Modifica pagina per aggiungere contenuto qui.